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In terreno stranier , senza i sostegni
Necessarj alla vita, e delle umane
Instabili vicende
Non esperti abbastanza ; onde, il preveggo ;
Molto avrete a soffrir. Siete miei figli;
Rammentatelo , e basta. In ogni incontro
Mostratevi con ľ

opre
Degni di questo nome. I primi oggetti
Sian de vostri pensieri
L'onor , la Patria, e quel dovere a cui
Vi chiameran gli Dei. Qualunque sorte
Può farvi illustri; e può far uso un' alma
D'ogni nobil suo dono
Fra le selve così, come sul trono,
Del nemico destino
Non cedete agl' insulti ; ogni sventura
Insoffribil non dura ,
Soffribile si vince. Alle bell' opre
Vi stimoli la gloria,
Non la mercè. Vi faccia orror la colpa,
Non il castigo. E se giammai costretti
Vi trovaste dal fato a un atto indegno,

V'è il cammin d'evitarlo; io ve l'insegno.(1)
Neo. Deh non lasciarne (2) ancora.
Asp. Ah padre amato,

Dunque mai più non ti vedrò ?

(1) S'alza.

(2) Lasciarne per.lasciarci,

Tem. Tronchiamo

Questi congedi estremi. È troppo, o figli,
Troppo è tenero il passo: i nostri affetti
Potrebbe indebolir. Son padre anch' io,
E sento alfin... Miei cari figli, addio (1).
Ah frenate il pianto imbelle;

Non è ver, non vado a morte;
Vo del fato, delle stelle ,

Della sorte a trionfar.
Vado il fin de' giorni miei

Ad ornar di nuovi allori;
Vo di tanti miei sudori
Tutto il frutto a conservar. (2)

T E M P 0. Non cosi polvere chiusa in cristallo

Pel foro angusto (3) si vede scendere

Precipitevole senza intervallo; Non cosi incalzasi onda con onda

Sul nostro lido dell' Adriatico

Svanendo al margine della sua sponda ;
Come son labili, come sen vanno

Della caduca vita brevissima
I dì che apportano l' estremo danno.

(1) Gli abbraccia.

dersi, e giurò inaspettatamente (2) Il magnanimo Serse inna- pace alla Grecia. morato dell' eroica fedeltà di (3) Angusto, stretto. Temistocle, glimredi d'ucei

P 2

Appena il florido capo erge fuora

La Primavera vezzosa , ed ilare ,

Che estate fervido la discolora : Indi il Pomifero (1) Autunno vario

Al caldo Estate ben ratto opponesi,

Tutto spargendolo di umor contrario. Ma il Verno rigido col bianco crine

L'Autunno assale, e viti ed alberi

Spoglia coprendoli di algenti (2) brine. Pure rinascere la Primavera

Veggo, e l' Estate col primier ordine,

Ed il Verno ergere sua faccia austera. Non cosi tornano di giovanezza

A noi mortali gli anni più floridi,

Allor che cacciali fredda vecchiezza. Se i tuoi si cangiano crini in argento,

Speri in van Clori, ch' essi ritornino

Al primier aureo suo abbellimento. Se mai scolorasi quel bianco giglio ,

Le vive rose se impallidiscono,

Perchè rinverdano non v'ha consiglio.
E in van col lucido vetro i difetri

Vorrai del volto con non giovevole
Arte che sembrino vinti o corretti :

1

(2) Algente, che agghiaccia,

(1) Pomifero , che produce pomi.

Chè l' edacissimo (1) Tempo la traccia

Così v'imprime del dente orribile,

Che arte non cuoprela, nè la discaccia. Non più sollecito vedrai Cupido

Nelle tue luci coll' ali accendere

Contro noi miseri quel foco infido ; Nè il lusinghevole fallace riso

Nè più le grazie a folla correre

Vedrai sul nitido giocondo viso: Ma con la frigida mano tremante

Vedrai Vecchiezza rugosa stringere

In crespe il morbido vago sembiante. Indi gli orribili mali forieri

Dell' atra morte vedrai succedere

Che ad essa spianano tosto i sentieri.
Come son labili, come sen vanno

Della caduca vita brevissima
I dì che apportano l'estremo danno!.

GIOVAN-BATTISTA RECANATI.

(1) Edace, che divora, che consuma.

TITO.

Si recano qui alcune Scene estratte dalla

CLEMENZA DI Tito del METASTASIO.

Tito, e poi Sesto. (1)
Che orror! che tradimento!
Che nera infedeltà! fingersi amico;
Essermi sempre al fianco ; ogni momento
Esiger dal mio core
Qualche prova

d' amore; e starmi intanto
Preparando la morte ! Ed io sospendo
Ancor la pena ? E la sentenza ancora
Non segno... Ah sì, lo scellerato mora (2).
Mora...

ma senza udirlo
Mando Sesto a morir? Si; già l' intese
Abbastanza il Senato. E s'egli avesse
Qualche arcano a svelarmi?(Olà)(3)S'ascolti,
E poi vada al supplizio. (A me si guidi
Sesto ) (4) È pur di chi regna
Infelice il destino ! A noi si niega

(1) Il Metastasio suppone nel (2) Prende la penna per sottosuo dramma, che Sesto sedotto scrivere, e poi s'arresta. da Vi:ellia ch' egli amava per (3) Depone la penna,

intanto duramente , abbia conspirato esce una guardia. contro di Tito.

(4) Partela guardia.

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