網頁圖片
PDF
ePub 版

D

Qui si vivea di speme,

Là si languiva insieme :
E tu chi sa se mai

Ti soyverrai di me!
Quanti vedrai giungendo

Al nuovo tuo soggiorno,
Quanti venirti intorno

A offrirti amore e fè!
Oh Dio! chi sa fra tanti

Teneri omaggi e pianti,
Oh Dio! chi sa se mai

Ti sovverrai di mę !
Pensa qual dolce strale,

Cara, mi lasci in seno :
Pensa ch' amò Fileno

Senza sperar mercè (1),
Pensa , mia vita , a questo

Barbaro addio funesto :
Pensa . ... ah! chi sa se mai
Ti sovverrai di mę !

TE

METASTASI Q.

6) Mercè per mercede,

[ocr errors]

IL PIACERE, E IL DOLORE.

Quando del Ciel al bel natío soggiorno

La dispregiata Astrea rivolse il piede,
L'almo Piacer, che seco avea la sede ,

Seco far volle anch'egli al Ciel ritorno.
Per trattenerlo tutte allora intorno

Gli fur (1) le virtù , e pianse Amore e Fede:
Ma tutto in van ; ch'egli a fuggir si diede

Lasciando in terra il manto , ond' era adorno. Trovollo il Duolo, e sotto il manto istesso

Ascoso errando, ei, che 'l piacer non era ,

Accolto a grande error fu per quel desso (2). Quindi inganna il bugiardo ognun, che spera

Trovar quaggiù vero piacer; chè spesso
Ciò, che sembra piacer, è doglia vera.

Z A MPIERI.

1) Fur per furono.

(2) Desso, stesso.

PIANTO DI BELLA DONNA.

Ah del regno d'amor prodigio tristo !
Sparger lagrime amare
Que dolci lumi ho visto;
Là tra le grazie assiso
Solea scherzare il riso :
Spargean di pianto que' begli occhi un mare ,
Ma pur co' raggi ardenti
Spargean fiamme cocenti :
E quel fatale ardore
Tosto m' accese il core.
O misera mia vita,
Occhi, lumi immortali,
Deh qual per i miei mali
Posso sperare aita (1)?
Se nubilosi ardete,
Sereni che farete ?

MENA GE.

(1) Aira, voce poetica per ajuto.

I PROGETTISTI.

Ad onta dei Filosofi, Che l' umana ragione onoran tanto Di doti si ammirande, Il numero de pazzi è molto grande, V' han de' pazzi insolenti ; V' han de pazzi innocenti ; V' han de pazzi furioși Ch' esser denno (1) legati; V' han de' pazzi graziosi , Che vanno accarezzati, Che, senza alzar le mani; Con detti, e fatti strani, E coll umor giocondo Diverton tutto il Mondo. Ora fra questo numero Più piacevoli pazzi io non ho visti Di quei che son chiamati i Progettisti. Chi, senza uscir di camera, Dall' agil fantasía portato a volo, Scorre per l'Oceáno Dall- uno all'altro Polo, Senza timor del vento,

(3) Denno per devono,

E torna a casa ricco in un momento;
Chi un canal va scavando,
Chi uno stagno asciugando,
Chi stabilisce in questi parti e in quelle
Colonie , arti novelle;
Chi un Istmo romper vuole ,
E con non altre spese
Che di poche parole
Arricchisce un paese :
Per costoro sia detta
Questa mia favoletta.

Visse di Costantino
Nella ricca Cittade
Un Turco di cervei non molto fino,
Che per fin dalla culla
Altro non te’ (1) che il placido mestiere
Di mangiare e di bere , e non far nulla ;
Ma, morto il di lui padre, fu finita
Così comoda vita,
E bisognò trovare
Qualche via di campare.
Il buono Alì (ch’ era così chiamato )
Col denaro assai scarso ritrovato
Nella cassa paterna
Deliberò di divenir mercante ,
E tutto il suo contante

(1) Fe' per fece.

« 上一頁繼續 »