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A CHI LEGGE

A perfect judge will read each work of wit
With the same spirit that its author writ.

POPE

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Non è facile a dirsi quante volte, in diverse parti d'Italia, furono stampati gli scritti di Pietro Giordani; che egli medesimo lasciò venire in luce. Pubblicati in prima ciascuno da se, come suole d' opere, così dette, d’occasione (e tali sono pressochè tutte le edite da lui); as sai Raccolte speciali, più o meno copiose, secondo l'interesse de’librai richiedeva l'arbitrio delle Censure permetteva, ne vennero eseguite di poi : alcune consenziente; le più ignaro o ripugnante l’autore: le quali però non meritano considerazione. Ben vogliono essere qui ricordate due edizioni: l' una procurata dall'avvocato Pietro Brighenti sotto nome di Mario Valgano, in sedici volumetti, con data d'Italia, tra gli anni 1821 e 1827: l'altra dal tipografo Felice Le Monnier, in due volumi e un'appendice, Firenze 1846. La Brighentiana contiene, si può dire, tutte le opere consegnate alla stampa sino all' 827: ma non tutte quali veramente uscirono dalla penna dello scrittore; bensi come i Revisori licenziaronle, o come l' autore presentolle alla Revisione: senza che mancano delle

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correzioni , miglioramenti ed aggiunte non poche fattevi in appresso. Quella del Le Monnier , sebbene più copiosa delle altre, e condotta accuratamente, come egli usa; nondimeno va difettiva di qualche componimento che nella brighentiana si trova: e non avendovi l' autore prestata alcuna cooperazione, pecca talvolta nell'ordine cronologico delle scritture: nè sopperisce a tutte le mancanze; nė fornisce le giunte. Di qui la necessità di una ristampa eziandio delle opere edite, chi voglia averle tutte, e nella • giusta successione de’tempi che furono scritte, e con tutto ciò che l'autore venne in esse fino all'ultimo o mutando o aggiungendo.

Circa alle postume, (che saranno presso altrettanto volume quanto le stampate), non ponno formare corpo da sè: prima perchè la distribuzione per serie cronologica, espressamente imposta dal Giordani, porta che vengan alternate le edite colle inédite ; poscia perchè trovandosi alcune volte non istampata or sia la continuazione ora la giunta di scritture già pubblicate (come, a cagione di esempio, nel Napoleone nel Canova nell' Innocenzo da Imola nella Orazione seconda per le belle arti , divulgata in tutte le stampe scema d'un buon quarto); non si ponno le membra nuove dare disgiunte dal restante corpo senza che non si facesse cosa mostruosa, e non tornasse poco meno che inutile l’una e l'altra edizione.

Pertanto si esibiscono qui, unitamente in compita raccolta, gli Scritti edili e' postumi: condotta la stampa dei primi sovra un esemplare della edizione del Brighenti, e uno di quella del Le Monnier; ambedue riordinati cresciuti postillati di mano del Giordani: quella dei secondi sugli autografi originali; e taluno sovra copie autentiche da esso l'autore lasciate al suo erede in luogo di quelli. Siccome poi non è scrittore che più del nostro meriti andare per le mani del pubblico, e il circolare dei libri tanto sia maggiore quanto è minore il volume e la spesa;

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cosi, per facilitare il divulgarsi di questa seconda e più importante parte degli scritti giordaniani, mi consigliai d'adoperare in essa caratteri di forma eguale a quella dell'Epistolario, ma di corpo alquanto minore e più compalti; sicchè un tomo di questi contenga quasi il doppio materia che uno delle Lettere; e l'opere maggiori tutt' insieme vengano possibilmente a fare non meno di cinque ne più di sei tomi. Se non che il Giordani leggendosi e studiandosi tanto per la materia quanto per lo stile; indispensabile si fa che ognuno a prima vista e sicuramente distingua le opere, o le parti di esse, ch' Egli coll'ultima diligenza castigo, e quelle che furono lasciate o incomplete o impulite. Al che non ho creduto provvedere meglio, se non variando forma di stamparle; dando cioè alle cose perfette o vicine alla perfezione il maggiore carattere, o testino; tutta la restante materia il minore, o testino piccolo. Cosi ad evitare ogni equivoco possibile a nascere intorno alle note, trovandosene qui e dell'autore e dell'editore (ma di questo il meno possibile), userò contrasegnare di un (E) quelle dell'editore. Il quale come nell'Epistolario cosi ancora qui porrò fra parentesi le date dei componimenti che mi sono dubbie; e non ne assegnerò alcuna a quelli di cui ignorando affalto l'anno di nascita , allogo secondo la più probabile congettura. Finalmente avverto che stamperò in corsivo il titolo di quelle scritture cui mancò di porlo l'autore; e che i puntini i quali s'andranno riscontrando per entro gli scritti, specialmente postumi , sia per compiere linee o per empire interstizi, quando non significano figura di reticenza (ciò che tostamente si discerne), avvisano lacune lasciate dall'autore, non già sottrazioni operate dall'editore.

Nel compilare l'Epistolario, che prende il circuito di oltre mezzo secolo, sono andato scegliendo fra un ma-. teriale immenso; e omisi il più. Nella stampa delle 0pere è mia intenzione di non tralasciare cosa alcuna; nė

Giord Opere. 1.

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pur di dare in ambedue le forme quegli argomenti che l'autore dispose in doppia forma: l'una per occasione di leggere in pubblica o privata solennità; dove all'oratore è per lo più misurato il tempo e anche misurata l'attenzione dell'uditorio per incuriosità poco alteso e spesso distratto da altre parti della celebrità o dello spettacolo, e dove però egli sceglie a dire cose più atte a colpire di prima giunta la maggior parte che a soddisfare alla migliore: l'altra per la stampa; dove l'oratore non mira ad effetto momentaneo, si a lasciare opera durevole. La qual cosa, dico di rifarsi uno scrittore a ricomporre per la

a perpetuità un lavoro steso di frelta per alcuna fuggevole congiuntura, è stata agli antichi più in uso che ai moderni; in quanto che ad essi più che a noi si offrivano frequenti le occasioni. E cosi pure l'opera del conservare moltiplicando gli scritti fosse stata appo gli antenati, come oggi è, raccomandala non al pigro faticare degli amanuensi, ma al rapido muovere delle macchine; che assai potrebbe di presente vantaggiarsi l'arte, considerando le varie ragioni e i diversi effetti dell'ingegno e dell'industria da primari maestri ad un medesimo soggetto di versamente applicata. Io poi a questo divisamento di porre in luce quanto de pensieri suoi accolse il Giordani nelle carte vengo indotto, oltrechè dall'esempio di Lui in ordine alle cose del Leopardi, anche dalle parole sue proprie; che suno tali: « Dei mezzani ingegni ci basta ritenere ciò che scrissero di più utile o di più gradito; e della miglior opera loro più che della persona tien cura il mondo, che delle troppo numerose mediocrità non ha tempo di esserecurioso. Ma di quelli che sopra il mediocre si alzarono al tempo loro, e pur grandi rimasero nella fama de posteri, non ci contenta il sapere quel che fecero di meglio o più divulgato; desideriamo conoscere quali furono, e per quali modi crebbero oltre l'ordinaria stalura. A ciò è necessario avere innanzi agli occhi ordinatamente i loro studi ; neppure' trascu

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rando quelli che furono scala , e perciò inferiori, al sommo di loro altezza ». Se non che nella produzione delle cose inedite, mentre non è difficoltà di sorta per la porzione dall'autore lasciata matura al torchio, bastando di essa copiare co' tipi i rispettivi autografi; molte dubbiezze ed ostacoli incontrai per tutta la restante materia. In cui, per ripetere il già detto altrove, sono scritti d'ogni maniera e condizione: quali distesi per intero, ma come vengono alla prima, e anco al Giordani dopo la giovinezza venivano, in alcun lalo mancanti, in altro ridondanti, sempre remoti dal perfetto: quali puramente sbozzati: quali appena accennati in embrione: e a quasi tutte queste scritture , in rispettivi quaderni scompartite, accozzati in numero grandissimo e ciascuno in fogliolino separato, pensieri e periodi, da servirgli poi o di ripieno al già composto o di fondamento e orditura al da comporsi. I quali minuzzoli e, come a dire, semi quando m' è parso che sviluppati e nutricati dovessero incorporarsi in componimento ridotto già a qualche forma, io li ho posti in fine di esso con lettera alfabetica a richiamare il luogo che per entro di lui ho stimato dovere loro appartenere: quando li ho trovati gettati a caso e alla rinfusa , giusto come arbusti in vivajo, allora li ho distribuiti a parte in quell'ordine che mi parve più acconcio. Nė per lutto ciò m'assicurerei d'affermare che la via tenuta da me per mettere in luce tanto materiale, sia la migliore possibile. Di che nuova cagione di non omettere cosa alcena: potendosi dare che altri, se non più diligente (che in ciò non ho lasciato luogo di superarmi a nessuno), almeno più intelligente, si facesse a condurre edizione migliore ch' io non feci.

È stato chi sopra gli scritti inediti, giuocando di divinazione, poncsse dubbio « se mai saranno degni di stare accanto ai già publicati ». Intorno alla qual cosa non è da me il preoccupare l'opinione e precorrere la sentenza

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